Una struttura imponente, descritta dallo stesso artista come il risultato di un lavoro durato oltre un anno e mezzo, pensata per trasformare l’evento in quello che è già stato ribattezzato il ” Raduno degli Ultimi” . Le squadre di professionisti sono al lavoro in questi giorni sul palco che sarà lungo 140 metri, su cui si ergeranno le 34 torri della struttura alte 33 metri. 2500 i metri quadri di schermo led ad alta risoluzione e oltre 1500 i punti luce, con oltre 18 maxischermi posizionati lungo tutta l’area dello show e 36 torri delay con audio e luci. A 60 metri da terra e sostenuta da due gru, ci sarà un’enorme struttura metallica luminosa di 21 metri per 10 di altezza, raffigurante la firma di Ultimo, che sovrasta un gigantesco simbolo dell’infinito (firma visiva ormai ricorrente intorno a cui ruota tutto il concept del progetto), con a bordo corpi illuminanti, che si animerà grazie a motori a velocità variabile, tra i 46 in totale, a cui sono affidate tutte le movimentazioni dello spettacolo. Dal palco principale si aprirà una passerella anch’essa a forma di infinito lunga 30 metri. Un palco da sogno, per quel 4 luglio 2026, che nell’immaginario di Ultimo e del suo pubblico è “Il giorno che aspettavo”, titolo del nuovo album, il settimo tra gli inediti del cantautore romano, in uscita il 19 giugno sotto etichetta indipendente Ultimo Records, che è stato anticipato dal singolo Romantica e che conterrà dieci brani, tra cui i già editi Acquario e Questa insensata voglia di te. Il 2 luglio, a due giorni dal concerto, le porte della prova generale di Tor Vergata verranno aperte a tutte le persone con disabilità che vorranno assistere a quella che diventerà un’anteprima di Ultimo 2026 – La favola per sempre: da sempre il cantautore romano ha dichiarato e dimostrato di voler essere dalla parte degli Ultimi.
